La Romania può ridiventare “il granaio d’Europa”, ma per farlo deve definire chiaramente le sue politiche nel settore e utilizzare in modo efficiente i fondi europei. Bucarest riceverà, dal 2013, più fondi di quanto ha ricevuto finora dal budget della Politica Agricola Comune, nel contesto in cui le risorse finanziarie dell’Unione saranno concentrate verso la parte merdionale dell’Ue.
“La Romania sarà uno dei pochi stati membri beneficiari del futuro budget della Politica Agricola Comune, ossia che godranno di stanziamenti maggiori degli attuali, sia per il primo pilastro (politiche di mercato e pagamenti diretti), che per il secondo che riguarda lo sviluppo rurale, però, dovrà definire obiettivi nell’agricoltura che tengano conto di queste tre grandi mete: sicurezza alimentare, buona gestione delle risorse naturali e coesione del territorio rurale”, ha affermato il commissario europeo all’Agricoltura, Dacian Ciolos.
Il ministro dell’Agricoltura romeno, Valeriu Tabara, si è prefisso come principale obiettivo l’equilibrio della bilancia commerciale per i prodotti alimentari. Egli ha affermato che, nella prima parte dell’anno, le esportazioni hanno superato tutte le attese, e si è dichiarato ottimista sulla chance della Romania di riacquisire il suo prestigio di grande produttore agricolo.
“La Romania ha potenziale per produrre, non per chiedere. Non per importare grano e mais, ma per esportare. Io sono convinto che in due-tre anni l’agricoltura romena si collocherà in una zona non con potenziale, ma con base di partenariato sia per il mercato romeno, che per quello estero”.
Il deficit della bilancia per i prodotti agroalimentari è calato oltre due volte l’anno scorso. Stando al Ministero dell’Agricoltura, le importazioni sono arrivate nel 2010 a circa 3,8 miliardi di euro, mentre le esportazioni sono ammontate a 3 miliardi.

