La Banca Centrale Romena ha eliminato le riserve minime obbligatorie per i crediti in valuta con scadenza superiore a due anni, misura che diventerà vigente dal prossimo 24 maggio. Una decisione sorprendente, ma gradita, lo affermano alcuni specialisti, i quali sono del parere che essa dovrebbe avere un effetto positivo a medio termine sulla concessione dei crediti e potrebbe portare ad un calo degli interessi, man mano che l'economia romena si riprenderà. Attualmente, non solo le banche si dimostrano prudenti nel concedere crediti, ma anche i clienti interessati ad accendere un prestito. Praticamente, lo dicono gli esperti, in seguito a questa misura, sul mercato potrebbero entrare 2-4 miliardi di euro, soldi che le banche commerciali potrebbero usare per concedere dei prestiti a lungo termine, come mutui o quelli per gli investimenti. D'altra parte, la Banca Centrale Romena ha deciso di mantenere l'attuale livello dell'interesse delle riserve minime obbligatorie per gli altri passivi al 18% in lei e al 40% in valuta. Gli analisti spiegano che si è optato per la riduzione delle riserve minime obbligatorie in valuta in quanto esistono, attualmente, abbastanza liquidità in lei. Un apprezzamento della moneta nazionale farebbe bene all'economia, perchè stimolerebbe le esportazioni e scoraggerebbe le importazioni. Altri analisti sostengono che la la politica della Banca Centrale Romena di mantenere l'attuale tasso di cambio è insostenibile e che si dovrebbe stimolare la concessione dei crediti nella moneta nazionale. La Banca Centrale ha annunciato che monitorerà attentamente, nel successivo periodo, le evoluzioni interne ed esterne e che prenderà le misure necessarie per mantenere la stabilità finanziaria dei prezzi a medio termine. Gli esperti affermano che la Banca Centrale Romena ha preso queste deicisioni dopo consultazioni con il Fondo Monetario Internazionale e dopo che esponenti del Fondo si sono incontrati, la scorsa settimana, a Vienna, con fattori di decisione delle nove banche-madre dei principali istituti creditizi della Romania, i quali si sono impegnati non solo a non ritirare i capitali, ma anche a finanziare in modo supplementare le filiali locali.

