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La Commissione europea ha deciso di approvare il piano di sostegno all'energia da fonti rinnovabili della Romania perché rispetta le norme UE. In particolare il piano creerà incentivi di supporto all'uso delle rinnovabili come, per esempio, il regime dei certificati verdi.

"Il regime dei certificati verdi è un meccanismo basato sul mercato, che incoraggerà gli investimenti nelle energie rinnovabili in Romania. In questo modo sarà sostenuto l'obiettivo della Romania per raggiungere gli obiettivi del 2020 per energia rinnovabili senza falsare indebitamente la concorrenza" dice vicepresidente europeo della Commissione responsabile della politica della concorrenza, Joaquin Almunia.

I certificati verdi verranno concessi per ogni MWh di energia elettrica generata da eolico, idroelettrico, biomasse, gas, impianti di trattamento delle acque reflue o solare. Inoltre, se l'energia verrà prodotta in impianti di cogenerazione ad alta efficienza, verrà applicato un ulteriore bonus.
Il numero dei certificati verdi varia a seconda del tipo di fonte utilizzata per produrre energia, infatti si va da : uno, per energia prodotta dalla digestione anaerobica dei fanghi e dei rifiuti, due, per l’energia eolica e idrica, tre, per le biomasse proveniente da colture energetiche e sei, per energia solare.

I certificati rilasciati dallo Stato per i produttori possono essere venduti ai fornitori di energia su un mercato specifico (indipendente del mercato elettrico). Nel caso in cui non dovessero raggiungere la quota stabilita, i fornitori dovranno pagare una penale che sarà utilizzata dal Fondo Ambiente rumeno per il supporto dei piccoli produttori di energia elettrica da fonti rinnovabili.I beneficiari dei certificati potranno aderire al piano fino al 31 dicembre 2016.

La Romania può ridiventare “il granaio d’Europa”, ma per farlo deve definire chiaramente le sue politiche nel settore e utilizzare in modo efficiente i fondi europei. Bucarest riceverà, dal 2013, più fondi di quanto ha ricevuto finora dal budget della Politica Agricola Comune, nel contesto in cui le risorse finanziarie dell’Unione saranno concentrate verso la parte merdionale dell’Ue.

“La Romania sarà uno dei pochi stati membri beneficiari del futuro budget della Politica Agricola Comune, ossia che godranno di stanziamenti maggiori degli attuali, sia per il primo pilastro (politiche di mercato e pagamenti diretti), che per il secondo che riguarda lo sviluppo rurale, però, dovrà definire obiettivi nell’agricoltura che tengano conto di queste tre grandi mete: sicurezza alimentare, buona gestione delle risorse naturali e coesione del territorio rurale”, ha affermato il commissario europeo all’Agricoltura, Dacian Ciolos.

Il ministro dell’Agricoltura romeno, Valeriu Tabara, si è prefisso come principale obiettivo l’equilibrio della bilancia commerciale per i prodotti alimentari. Egli ha affermato che, nella prima parte dell’anno, le esportazioni hanno superato tutte le attese, e si è dichiarato ottimista sulla chance della Romania di riacquisire il suo prestigio di grande produttore agricolo.

“La Romania ha potenziale per produrre, non per chiedere. Non per importare grano e mais, ma per esportare. Io sono convinto che in due-tre anni l’agricoltura romena si collocherà in una zona non con potenziale, ma con base di partenariato sia per il mercato romeno, che per quello estero”.

Il deficit della bilancia per i prodotti agroalimentari è calato oltre due volte l’anno scorso. Stando al Ministero dell’Agricoltura, le importazioni sono arrivate nel 2010 a circa 3,8 miliardi di euro, mentre le esportazioni sono ammontate a 3 miliardi.

Le previsioni degli analisti per il 2011, indicano una crescita economica della Romania tra lo 0,7 e il 2%. Il Fondo Monetario Internazionale, la Commissione Europea e il Governo Romeno – quest’ultimo nella finanziaria per quest’anno – prevedono una crescita del 1,5%. Nella stessa legge è previsto un deficit di bilancio del 4,4% del Prodotto Interno Lordo e un tasso inflazionistico del 5,3%. Per il 2012, è prevista una crescita economica di circa il 4%.

Secondo un’analisi del gruppo UniCredit, l’economia romena registrerà quest’anno una crescita dell’1,7%, soprattutto grazie all’evoluzione delle esportazioni, mentre il rating di credito del paese potrebbe migliorare. Stando agli analisti del gruppo menzionato, la domanda interna si riprenderà leggermente nella seconda metà dell’anno, contribuendo alla crescita dell’1,7% anticipata.

Eugen Radulescu, direttore presso la Banca Centrale della Romania, spiega che „normalmente, gli investimenti stranieri dovrebbero aumentare nel 2011, perché le misure adottate nel 2010, nonché il Codice del Lavoro, che è stato reso più flessibile, dovrebbero avere un impatto positivo sull’interesse degli imprenditori ad investire in Romania. Dovrebbe avere un impatto positivo anche per quanto riguarda la disoccupazione, il cui tasso dovrebbe diminuire”, ha aggiunto Eugen Radulescu.

Secondo un rapporto del gruppo austriaco Erste, gli investimenti stranieri diretti potrebbero tornare in Romania con il rilancio dell’economica globale, soprattutto in settori come i beni industriali, l’agricoltura, e l’industria alimentare, il settore IT&C e l’energia rinnovabile.

Nel 2010, gli investimenti stranieri diretti in Romania sono ammontati a 2,6 miliardi di euro, in calo del 25,5% rispetto al precedente anno. Secondo un rapporto del gruppo austriaco Erste, in Romania questa situazione migliorerà con il rilancio dell’economia globale e andranno soprattutto in settori come i beni industriali, l’agricoltura e l’industria alimentare, il settore IT&C e dell’energia rinnovabile.

La produttività nell’industria della lavorazione è aumentata di oltre il 12% sia nel 2009, che nel 2010", hanno precisato ancora gli analisti Erste. Ciò che rende la Romania un paese interessante per gli investitori stranieri è il fatto che è uno dei maggiori mercati dell’Europa Centrale ed Orientale e la sua collocazione all’incrocio fra tre rotte di trasporto europeo – i corridoi 4, 7 e 9. Inoltre, la manodopera è in generale ben preparata ed ha ottime conoscenze di tecnologia, IT e ingegneria. Altri vantaggi di cui gode il nostro paese sono le risorse naturali che includono: terreni agricoli, greggio e gas naturale, ma anche le importanti potenzialità turistiche.

Di recente, in occasione di una riunione con possibili investitori della zona del Golfo, il Governatore della Banca Centrale della Romania, Mugur Isarescu, ha affermato che il nostro Paese offre varie opportunità di investimento profittevoli, solide e a lungo termine. Il Governatore ha inoltre affermato che l’economia romena si è stabilizzata e ci sono poche probabilità che gli squilibri ritornino, a patto che sia continuata l’applicazione di politiche corrette

„Penso che l’infrastruttura, in generale, e non solo stradale, ma anche navale – come, ad esempio, il porto di Costanza e Galati, offranno importanti opportunità di investimento. Sono porte di ingresso nell’Europa molto efficace. Il Danubio è una via navigabile che ci porta fino al centro dell’Europa. Un secondo settore è certamente l’agricoltura e faccio riferimento non solo a tutte queste previsioni relative al peggioramento della situazione alimentare a livello mondiale, ma anche alle potenzialità ancora non utilizzate della Romania: terreni, tradizione, manodopera e anche ai fondi europei. Secondo me, andrebbe migliorata la legislazione nell’agricoltura, perché i partner interni, esterni, ma anche le banche saranno reticenti a finanziare le proprietà piccole o molto piccole, che non hanno la chance di diventare proprietà efficienti. E non in ultimo, un settore importante e quello energetico, in cui la Romania vanta una lunga tradizione che può sfruttare benissimo”, ha detto il Governatore.

Dal canto suo, la consigliera del primo ministro Andreea Paul Vass ha presentato alcuni strumenti che permettono allo stato romeno di sostenere il clima degli investimenti. Si tratta, prima di tutto, di sussidi statali superiori ai cinque milioni di euro e che creano almeno 50 posti di lavoro.
„Si tratta di uno schema di sussidio statale resa molto più flessibile in questo periodo di crisi economica, perché era molto difficile trovare investimenti che creassero almeno 300 posti di lavoro, come succedeva prima, e presupponevano un piano di investimenti di almeno 100 milioni di euro. Questo schema di sussidio statale permette il rimborso del 50% del valore del piano di investimenti, ma che non superi i 28 milioni di euro”, ha detto Andreea Paul Vass.

Tramite questo schema, sono stati stanziati finora 215 milioni di euro, a 10 progetti il cui valore supera 700 milioni di euro e che hanno creato più di 5 mila posti di lavoro.

La Romania è entrata in una nuova fase di crescita economica, ma, per non ripetere le esperienze traumatizzanti attraversate, dovrebbe ''affrettarsi lentamente''. Lo ha valutato il governatore della Banca Nazionale Romena, Mugur Isarescu, a un forum di cooperazione tra gli stati del Golfo e la Romania, svoltosi a Bucarest.


Secondo Isarescu, l’economia ha fatto le correzioni neccessarie per quanto riguarda i deficit ed è pronta per un nuovo ciclo di crescita sostenibile. Le previsioni della Banca Centrale per quest’anno indicano una crescita economica dell’1,5%, valore che potrebbe anche aumentare se si faranno degli investimenti significativi nei campi dell’agricoltura e delle infrastrutture.

 Questi sono, infatti, i settori in cui il governatore della Banca Centrale considera che investitori del Golfo si potrebbero impegnare. ''Penso che l’infrastruttura, in generale, e non solo quella stradale, ma anche quella navale, come i porti di Costanza e Galati, che offrono importanti opportunità di investimenti. Sono porte d’ingresso dell’Europa estremamente efficiente. Il Danubio è una via di navigazione che ci porta al centro dell’Europa. Un secondo campo è, certamente, l’agricoltura. E quando dico agricoltura non mi riferisco soltanto a tutte le previsioni sul deterioramento della situazione alimentare mondiale, ma anche al potenziale ancora non sfruttato in Romania: campi, tradizioni, manodopera, ma anche fondi europei'', ha detto il governatore.

Vale a dire, le numerose opportunità di investimento in un Paese con un’economia stabilizzata. Di che altro c’è bisogno?
Risponde sempre il governatore Mugur Isarescu‘’Non penso che di soldi neccessariamente, ma di imprenditori, di progetti fattibili e di persone capaci di portare a termine questi progetti. Siamo un paese con molti progetti non compiuti. Circa 40.000 progetti di investimenti pubblici non sono ultimati. A mio avviso di economista, tale fatto ci dice quasi tutto.
Spiega sia la crescita economica sia l’alta inflazione, spiega anche perchè abbiamo il 5% del pil assegnato agli investimenti e nello stesso tempo i risultati non si vedono’’, aggiunge il governatore.
Mugur Isarescu ha comunicato agli imprenditori arabi che la Banca Centrale di Bucarest farà i propri compiti e terrà l’inflazione sotto controllo, sperando di ridurne il livello sotto il 4% fino alla fine dell’anno. Le principali incognite a questo proposito sono l’evoluzione dei prezzi internazionali dei generi alimentari e del petrolio.

Il ministro ha annunciato l’intento di promuovere una nuova politica volta a stimolare gli investimenti nell’infrastruttura, e un miglioramento sostanzioso dell'assorbimento dei fondi europei in progetti di trasporto.

Proseguire l’ammodernamento dell’infrastruttura stradale in Romania è una priorità, ha detto il ministro, secondo cui, entro la fine del prossimo anno saranno avviati progetti di oltre 5,5 miliardi di euro - compresi i fondi già stanziati per gli appalti organizzati nel 2010. Anca Boagiu ha precisato che attualmente sono in corso i lavori per 243 km di autostrada su vari tratti, per un valore totale di 2,5 miliardi di euro.

Altri progetti interessano la costruzione di 11 tangenziali per una lunghezza totale di 138 km e un valore di 540 milioni di euro. Inoltre, il ministero mira ad ammodernare 950 km di strade nazionali, un investimento di 848 milioni di euro, tramite un mutuo della Banca europea per gli investimenti.

Per quanto riguarda l’infrastruttura ferroviaria, sarà concessa una maggiore attenzione all’ammodernamento del Corridoio IV paneuropeo. Saranno organizzate gare d’appalto per tre tratti nell’ovest del Paese, dalla lunghezza totale di 166 km e un valore di 1,8 miliardi di euro.

Per il trasporto navale, il Ministero ha progetti importanti, per u n valore complessivo di 200 milioni di euro, che includono pure un ponte stradale sul canale Danubio-Mar Nero e i lavori per l’infrastruttura di accesso nel porto di Costanza. L'ultimazione dei lavori è prevista per il 2012 - 2013. Il 20 dicembre sarà avviato anche un programma volto a riabilitare i ponti danubiani.

Nei primi sette mesi del 2010, il bilancio generale della Romania ha registrato un deficit del 3,9% del pil. Lo rilevano i dati del Ministero delle Finanze di Bucarest, secondo cui si tratta della metŕ del target di deficit concordato col Fondo monetario internazionale (Fmi) per il corrente anno. I dati del Minsitero indicano una crescita degli incassi dell'1,2% tra gennaio e luglio, soprattutto da Iva e accise, e un aumento delle spese generali del 3,2%. Le spese di personale sono calate del 4,7% e quelle per beni e servizi del 2,2% rispetto al corrispondente periodo del 2009. Il piů forte calo pari al 24,8% si č verificato al bilancio, mentre le spese ai budget locali sono cresciute del 7,8%.
D'altra parte, l'Istituto nazionale di statistica ha annunciato di recente un leggero aumento del pil, pari allo 0,3% nel seconto trimestre dell'anno, rispetto al primo. Resta perň in calo rispetto al corrispondente periodo del 2009, cosicchč complessivamente nei primi sei mesi l'economia ha registrato un calo pari all'1,5%.

Commentando i dati statistici, secondo cui la Romania sta per uscire dalla recessione, il premier Emil Boc ha spiegato che, nonostante sia una timida, si tratta della prima crescita dopo diversi trimestri di recessione. Il premier considera che la situazione sarebbe stata migliore se il Paese non fosse stato colpito da alluvioni nei mesi scorsi e se la Corte Costituzionale non avesse invalidato la decisione del Governo di ridurre le pensioni del 15% fino alla fine dell'anno. In cambio, per aumentare gli incassi al bilancio, il Governo ha deciso la crescita dell'Iva dal 19 al 24% dall'1 luglio scorso

L’Agenzia di Valutazione Finanziaria Standard & Poor’s ha rivisto la prospettiva dei rating a lungo termine della Romania da negativo a stabile. Questo miglioramento dei rating rispecchia l’opinione dell’agenzia sul programma di riforme del bilancio e la probabilitŕ che il governo continui a rispettare l’accordo con il Fondo Monetario Internazionale e l’UE.
Gli analisti di Standard & Poor’s hanno migliorato i rating della Romania in seguito alle stime che l’economia registrerŕ una lieve ripresa quest’anno, soprattutto grazie alla crescita prevista della domanda sui mercati esteri. I rating della Romania per i prestiti in valuta e in moneta locale a lungo e breve termine sono rimasti gli stessi. Standard & Poor’s definisce positivo l’intento del governo di ridurre il deficit di bilancio dal 7,8% del Pil, del 2009, al 6,4%, nel 2010.
Un altro fattore importante nell’analisi degli esperti dell’agenzia finanziaria č il rilascio delle restanti tranche del prestito dal FMI, in seguito alle valutazioni sull’osservanza dell’accordo con la Romania. Anche le misure attese di tagli ai fondi per i dipendenti pubblici e la probabile riforma del sistema pensionistico nel 2010 sono contate, nel miglioramento dei rating paese della Romania.

Gli investimenti diretti esteri attratti dalla Romania nei primi 8 mesi 2009 continuano ad avere un forte impatto macroeconomico esteri investimenti diretti attratti dalla Romania nel periodo gennaio-agosto 2009 hanno registrato un valore di Euro 3.154 milioni, coprendo interamente il deficit di conto corrente per l'ottavo mese di fila.

Struttura di IED per il periodo di cui č stato:
Crediti intra-gruppo : 1.690 milioni Euro
Profitto reinvestito: 1.464 milioni Euro.

Il Ministero delle Finanze romeno ha annunciato che la Romania ha rispettato il target di deficit di bilancio convenuto con il FMI, dopo che, a settembre, Bucarest ha registrato un deficit di 5,1 punti percentuali del Pil, pari a 6 miliardi di euro. Stando alla nuova lettera d’intenti pubblicata dal FMI all’inizio di ottobre, il nuovo target di deficit di bilancio per la fine di settembre convenuto dalle autoritŕ romene con il Fondo era di 6,4 miliardi di euro, pari al 5,4% del Pil al massimo. Per la fine dell’anno, le autoritŕ romene e gli esperti del Fondo hanno convenuto, dopo la missione di valutazione dell’ente finanziario internazionale di agosto, su un nuovo target, del 7,3% del Pil, nel contesto di una contrazione economica dell’8,5% nel 2009 e un valore del Pil di 120 miliardi di euro. Lo scorso anno, il valore del Pil della Romania č stato di oltre 137 miliardi di euro.

D’altra parte, i dati della Banca Centrale rilevano che il peso degli arretrati nel volume dei crediti alla popolazione č tre volte maggiore nel 2009 rispetto agli anni scorsi, sfiorando il 3,25% (pari a 1,55 miliardi di euro), dopo che gli arretrati per i crediti in valuta sono aumentati di 4,5 volte, e quelli per i crediti in moneta nazionale di 2,5 volte tra ottobre 2008 e settembre 2009. Stando ai dati ufficiali, gli arretrati della popolazione e delle imprese delle province della Transilvania, regione nel centro della Romania, sono i piů alti nel Paese. Va inoltre detto che secondo un indice calcolato dal Legatum Institute, un istituto indipendente di ricerca e consulenza sullo sviluppo mondiale, la Romania si piazza al 48-esimo posto in una classifica della prosperitŕ della popolazione. Nella rispettiva classifica, che vede al primo posto la Finlandia e che include 104 stati del mondo, la Romania č stata superata dalla maggioranza dei paesi europei.

Mugur Isarescu č stato confermato per un nuovo mandato di cinque anni come Governatore della Banca Nazionale dopo la convalida in Parlamento del nuovo Consiglio di Amministrazione. Florin Georgescu, ex ministro delle Finanze, č stato nominato a primo-vicegovernatore.
Alla seduta della sua convalida, Isarescu ha parlato dei futuri obiettivi della Banca Nazionale: “Vi assicuro che promuoveremo delle politiche volte ad assicurare la stabilitŕ dei prezzi e la stabilitŕ finanziaria in Romania. Inoltre, credo in una buona collaborazione con il Governo romeno, faremo di tutto per raggiungere l’obiettivo di passare all'euro nel 2014-2015”, ha detto Isarescu, aggiungendo che questo obiettivo possa dare coerenza alle politiche macro-economiche.
Secondo Isarescu, oltre al passaggio all’euro, il Consiglio di Amministrazione della Banca Nazionale avrŕ il compito di garantire la stabilitŕ finanziaria, dei prezzi, la salute della moneta nazionale, del credito e della circolazione monetaria.

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